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DIARIO. Tra Gramellini e Whitney Huston, pensieri sulla fragilità umana.

Scrivevo l’inverno scorso in una nota di Facebook, appena dopo la morte precoce della cantante W.Huston:

“Mio padre spiegava che il mondo non è abitato da supereroi, che la maggioranza degli uomini è fragile, poco competitiva ed esposta ai venti del destino, e che una società è tale se riesce a garantire anche a costoro un tenore di vita dignitoso.” (M. Gramellini, “I nuovi orfani”)

Questo è il pensiero liberale che è stato alla base della mia educazione. Mia madre e mio padre mi dicevano che la società migliore è quella dove tutti vivono nel benessere e senza eccessi. Quando da bambina dimostravo di essere sensibile alla ricchezza, mi rispondevano che essere ricchi non ha senso se appena esci di casa c’è qualcuno che ha fame ed è disposto a tutto per mangiare.

Qui Gramellini introduce il tema del sostegno dello Stato che venendo a mancare ci espone a tutta la nostra fragilità umana… E persino il freddo dell’inverno ora ci terrorizza. Abbiamo tollerato per decenni ingiustizie inaccettabili e approfittato volgarmente di vizi vergognosi pur di essere lasciati in pace nel nostro benessere ignorante. Ora siamo tutti politici, idealisti e rivoluzionari (su Facebook), ma è troppo facile di fronte al fallimento della vera politica.

Il pensiero di Gramellini oggi, 12 febbraio 2012, evoca in me un altro pensiero più incentrato su quella parola: “fragilità”. Che al mondo non ci siano supereroi, ma solo tanta fragilità, è un pensiero che mi torna in mente spesso da quando ho compiuto trent’anni, da quando ho dovuto superare qualche difficoltà personale.

E allora guardo la vita intera: la mia, quella di chi mi parla per ore col solo desiderio di liberarsi di una maschera per manifestarsi nella sua normalità, la vita di chi, “schettino”, scappa di fronte alla paura… E quella di chi, poche ore fa, l’ha persa precocemente, forse ancora per un dolore risalente a un amore finito male nel passato. Una cosa così scema, morire per un dolore nel cuore. Una cosa così umana che mi fa pensare che siamo tutti null’altro che diverse combinazioni sottilissime della stessa irrisolta fragilità.

E nel vuoto che lasciano le certezze, si apre un nuovo spazio da riempire con la meraviglia della propria complessa unicità, il calore del sostegno reciproco, la ricerca costante dell’amore e la scoperta della conquista dell’amore nelle piccole cose di ogni giorno.

2 commenti su “DIARIO. Tra Gramellini e Whitney Huston, pensieri sulla fragilità umana.

  1. federica allegri
    28 aprile 2012

    …ti leggo e ti rileggo…scaldi l’anima e il cuore. Grazie….ti v.bene Sunday!!!

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Questa voce è stata pubblicata il 24 aprile 2012 da in comunicazione, etica, zen con tag , , , , , , .
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