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Moda News Lifestyle by Colette

COMUNICAZIONE. Giornalisti integerrimi.

Ho già detto che trovo eccessivo tutto questo terrorismo mediatico? E, attenzione, non voglio mancare di rispetto a chi fa parte di quell’Italia oggi gravemente ammaccata. Solo che non credo che i messaggi negativi lanciati a profusione dai media stiano dando una grande mano a nessuno: arriva forse un messaggio di speranza del tipo “tiratevi su le maniche e lottate”?

No, il risultato per uno che è depresso, vi assicuro, è che penserà che togliersi la vita sia l’unica via. Di fronte a un debito di mille o diecimila euro, dimenticherà che l’uomo ha innumerevoli risorse a cui attingere e finirà tra le “vittime del governo Monti”. Finirà per essere una figura a metà tra un martire ed un kamikaze, strumentalizzato da tutti per poter dire che non c’è futuro al punto che la gente s’ammazza. Gente, non suicidatevi, altrimenti finite in pasto al sistema dal quale volevate cavarvi via.

Tutto questo gran parlare di crisi sta danneggiando un’intera generazione di adolescenti che non vedono futuro, lavoro, crescita. Gli si dà l’alibi di passare la vita a sfumazzare canne, come minimo, dato che il consumo dell’eroina è aumentato di brutto. Demotivata è già tutta la generazione di lavoratori adulti: non sappiamo manco cosa cucineremo stasera perché non amiamo far progetti, ma per carità siamo ossessionati dalla pensione. Senza contare il fatto che siamo disincentivati a mettere su famiglia con prole, come se non avessimo già di nostro abbastanza disturbi relazionali!

Non è misurabile l’enorme danno sociale causato fornendo al cittadino medio un ventaglio di luoghi comuni utilissimi in ogni occasione: crisi, recessione, maltempo, tasse… Se vai dal medico per un certificato di sana e robusta costituzione che ti serve per i tre mesi di paletra pre-prova costume, dopo un’ora in sala d’attesa ti sono venuti l’otite, il vomito e la diarrea!

Esorterei gli amici giornalisti ad attenersi alla semplice trasmissione di notizie ed approfondimenti, evitando riletture faziose e ridondanze inutili: se qualcuno pretende che accontentiate quello o quell’altro scrivendo la notizia in un determinato modo, voi rispondetegli “no!”. Un no assertivo: vi vogliamo comunicatori puristi in uno stato democratico, rispettosi del codice etico. Vi vogliamo testardi, puntigliosi, amanti del vero-preciso e un po’ rompicoglioni.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 maggio 2012 da in comunicazione, etica con tag , , , , , , .
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