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STORIE. Un pizzico di zen…

“Percorrere molto spazio per andare lontano. Ciò che la mente conosce è poco, e così c’è necessità dell’ignoto per ottenere la comprensione.” Lao-Tse

Il mio amico santone, seguace di Osho e appassionato di letteratura yoga, mi dice che se voglio la ricetta per salvarmi, da cosa esattamente non si sa, il miracolo non può farlo nessuno se non io stessa. Grazie. Ma certamente, aggiunge, potrei aiutarmi aggiungendo alla vita un ingrediente speciale: un pizzico di zen…

Immaginate un periodo stressante, immaginate di voler scappare da tutto, immaginate un caldo soffocante. Forse non avete nemmeno bisogno d’immaginare. Capita di avere bisogno di riavvicinarsi alla dimensione spirituale. Non sbadiglino i più pragmatici: anche loro nel desiderio di farsi una giornata al mare celano i bisogni di silenzio, rilassamento, meditazione.

Senza farla troppo complicata, se vi mettete seduti e vi concentrate sulla postura, respirando in modo regolare e leggero, consapevoli del presente, state praticando lo zazen. La filosofia zen consiste essenzialmente nella pratica di quest’esercizio zazen, che non è altro che il ritorno alla condizione normale del corpo e dello spirito!

Insomma, non è una cosa difficile, potete mettere da parte l’ansia da prestazione perché per una volta nessuno ci giudicherà per come stiamo seduti e ci concentriamo sul respiro, non esiste un punteggio e l’unico obiettivo è il qui ed ora.

Mettere in pratica lo zazen anche solo dieci minuti al giorno è una vera rivoluzione interiore: significa ritrovare le proprie radici e penetrare la realtà della propria vita. No, non dovete convertirvi al buddhismo, stiamo parlando della conoscenza di se stessi al di là delle differenze dei valori, delle nazioni, delle razze, delle forme e dei sistemi! Il bello dello zen è che non verte su alcun dogma, ma si indirizza direttamente al cuore dell’uomo come esperienza vivente e slancio creativo. J’adore!

Cosa succede con la pratica costante dello zazen? – lo chiedo al mio personal Osho. “Più si pratica lo zazen, più si comprende in ogni fibra del corpo che i pensieri incessanti sono solo dei contenuti vuoti, privi di ogni sostanza reale, che vanno e vengono. Ci si rende conto finalmente che esiste una coscienza intuitiva, originaria ed universale, diversa dalla coscienza abituale di sé.”

“Voglio spaccare con questo zazen!” – esclamo. “Hem, non è esattamente questo lo spirito Nikki ma, è un inizio…”, mi sorride Oshino.

“Quando lo spirito non dimora su nulla, il vero spirito appare.”

Il blog di Nicoletta Napoli.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 giugno 2012 da in etica, zen con tag , , , , , , .
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