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DIARIO. Vanti, aneddoti e tapis roulant.

Da quando ho imparato ad ASCOLTARE (per la verità, sto ancora imparando) mi sono accorta che le persone dicono un sacco di cose interessanti! Beh, altre sono una palla… Ma il mio entusiasmo ora come ora scarta la polemica.

In questi giorni mi hanno detto: “Nikki tu hai un’eleganza innata, sei elegante nel modo in cui parli… ti muovi… vedi, anche adesso (ero spalmata sul divano a gambe all’aria come una cinquenne) riesci ad essere elegante!”. In quel momento ho smesso di fare le bolle col Big Bubble.

Poi un collega mi fa: “Eh, ma tu devi capire che le donne belle spaventano il maschio medio e un po’ nerd… quelle intelligenti lo fanno scappare perché un po’ agli uomini piace quella che sta al suo posto, che non li sfida di continuo… insomma, quella che sta dalla loro parte… una donna bella e intelligente come te, poi, terrorizza!”. Eeeeh?

“Siii Nicoletta, ma poi devi pensare una cosa: non è vero che siamo tutti uguali: alcuni hanno la vista a 8 colori, altri a 16… pochi a 32 e così via… In pochi possono vedere tutti i colori della tua personalità…”. Oh cielo, che meraviglia. (Tesoro, se intendevi che non tutti comprendono le mie personalità multiple, ciascuna con sindrome bipolare, ok ci hai preso).

Dopo questi tre paragrafi autocelebrativi devo dichiarare, per amor del vero, che mi sono presa anche un: “sei stupenda, ma non mi piaci abbastanza”, in perfetto stile commedia americana. Ma anche questo esempio di sincerità borghese vorrei evitare di considerarlo, così come ho escluso le persone noiose, visto che il post nasce come un palcoscenico dedicato al mio ego. Ovviamente mascherato dall’incipit: “Da quando ho imparato ad ascoltare…”. Ihihi.

Per tornare alle belle cose che sono capaci di dire le persone (giuro, ho finito coi vanti vergognosi) ieri un amico mi dice: “Le donne sono gli esseri migliori al mondo: la musica è donna (ndr: lui è un grande dj e producer), la Terra è donna… e secondo me Dio è donna, perché non è un caso se la donna è madre… Non è mica l’uomo, la madre”. Guardavo fuori dal finestrino della sua supercar blu elettrico e pensavo: “Mio dio, le persone dicono delle cose sensazionali a volte…”. E per la prima volta ho realizzato che essendo donna avrei potuto DARE la vita. E mi ha attraversata un brivido.

Per la verità l’ho realizzato solo dopo aver fatto un pensiero demenziale: essendo prima di tutto tendenzialmente scema, nella fattispecie mi è venuta in mente quella pubblicità dove c’è il babbo che strappandosi la maschera dice al figlio : “Io sono tua madre!” e lui risponde: “E io sono una marionetta, sono una marionetta!” Ok, sono un’idiota.

Passo gran parte del tempo a lamentarmi di non essere abbastanza forte, di avere delle fragilità insuperabili, di essere inadeguata, di soffrire troppo… e bla-bla-bla… Poi l’altra sera, toh, ascolto un giovane imprenditore dire del lavoro che fa col suo socio: “La nostra grande forza è non aver paura di buttarci in progetti nuovi… pur di farlo insieme”. Ma guarda questo, tonico, sicuro, determinato, spacca-mondo che ammette senza il minimo cenno di debolezza di trarre il suo coraggio da un’amicizia.

E’ un po’ la stessa sensazione che provo quando vedo le donne lottare per amore: ma come si fa? Io se mi sento rifiutata (e in media mi sento rifiutata molto prima che succeda), nemmeno ci vado in guerra. No, carico il cannone girato verso il “nemico” e me lo punto contro fino a distruggermi. Poi mi vedo queste, con la tinta appena fatta, che il giorno prima erano geishe innamorate e il giorno dopo essere state scaricate montano su dei tacchi da venti centimetri e si vanno a riprendere quello che è loro. Ma pensa te.

Oh ma magari non ci riescono, ma almeno ci hanno provato. Io, macché. Non c’è niente di più facile che lasciarmi andare via: prima ancora di cominciare la frase, sono già su un treno Amore-Vuoto col cuore in mille pezzi e l’orgoglio in gola. In questo esatto momento mi volto e vedo le mie topoline russe correre in coppia, come matte, sulla loro ruotina. Sono sincronizzate come due anime gemelle sul tapis roulant della vita.

Aneddoto:

L’altra sera si discuteva col mio produttore del nome da dare ad un progetto: “Non sarà ridicolo Disegni del caso? Mia sorella quando le ho detto che volevamo intitolarlo così s’è fatta una risata perché ha pensato a Disegni del caz**! Forse è meglio cambiare nome…”. Lui mi guarda: “…Forse è meglio cambiare sorella.”

(Grazie, mia insostituibile ed amatissima sorella, e buon compleanno. Sei la naturale destinataria di tutti i complimenti del mondo).

 

 

 

Il blog di Nicoletta Napoli.

2 commenti su “DIARIO. Vanti, aneddoti e tapis roulant.

  1. pbertini
    6 luglio 2012

    Sì, mi piace questa immagine del tapis roulant della vita, certo mi domando dove va, se gira in tondo o se ha una destinazione. Comunque, meglio andarci in supercar…. oppure no, alla fine ci interessa poco il mezzo (è la solita storia che conta il viaggio?).Forse. Forse ci importa dell’armonia e dell’amicizia, forse ci piace credere che ci sono delle cose umane che non seguono il destino del tornare a zero dopo la loro bella curva. Ma senza lo zero come punto di arrivo, come potrebbe esistere lo zero come punto di partenza? E’ simpatica pure la sorella. Mi viene in mente una scritta su un muro di Roma, diceva: Fugge il tempo……ma ‘ndo caz** va!
    Si, mi piace aspettare quello che scrivi.

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    • business.we.love
      6 luglio 2012

      Grazie di cuore. Soprattutto per il “Si, mi piace aspettare quello che scrivi.”
      Sono onorata. Buona giornata!

      Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 4 luglio 2012 da in Senza categoria con tag , , , , .
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