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Moda News Lifestyle by Colette

COMUNICAZIONE. Pubblicità, fammi ridere almeno tu.

Non mi perdo in chiacchiere sui drammi che affollano la nostra televisione, ho già scritto di quanto ritengo immorale l’eccesso di negatività che trapela in particolare dai media tradizionali.
Sono passata all’ “evitamento”: evito di guardare la nostra “cattiva maestra televisione”, che dai cartoon degli anni Ottanta coi quali siamo cresciuti noi trentenni, tra love story, fantasy e sport, oggi ci propina una lettura dei fatti induttiva d’istinti suicidi, spettacolarizzazioni di qualunque attività umana che va dall’educazione di figli che sembrano indomabili bestie all’esame di maturità di diciottenni indietro di uno step evolutivo.
Per non parlare dei talk show dove le “persone” non riempiono i silenzi nenmeno con retoriche mediocri, ma son maestre nel parlarsi addosso l’un l’altro producendo una centrifuga di parole rumorose e indecifrabili.
Questa e’ la nostra TV, di cui parlo coi miei coetanei a pranzo, un filtro attraverso il quale si vede un mondo che alla fine e’ decisamente distante da quello vero. Un filtro che ha reso tutti, dalla politica alla famiglia, fighissimi solo se raccontabili. Non abbiamo più bisogno del cinema horror.
La TV, che mi ha tirata su a manga giapponesi e che ha cresciuto la mia mamma a Caroselli in bianco e nero, oggi e’ un gigante depresso che regna spento sulla mensola della stanza d’hotel in cui vivo da quattro anni.
Che colpa ne abbiamo noi, trentenni annoiati e giustificati dall’indecorosa recessione? Oooh nessuuuna, ci hanno dato in mano un notebook e noi che abbiamo fatto? Abbiamo iniziato a intripparci di social networking, in particolare Facebook, ma mica per poter chiedere al coetaneo israeliano “ehi, che si dice da quelle parti?”. No, solo per spettacolarizzare le nostre vite stesse: emozioni, azioni di qualsiasi tipo, relazioni.
Tutto e’ condiviso per avere l’altrui approvazione. Ognuno di noi e’ una piccola TV, un mini-reality. Ehi ragazzi, Facebook dovrebbe pagarci! E il claim: “e’ gratis e lo sarà sempre”??? Ci stiamo prestando a farci sezionare come stupide cavie.
Non volevo perdermi in chiacchiere: ci sono cascata e, se avessi avuto un interlocutore, gli avrei anche sproloquiato addosso.
Perché io sono italiana e non me ne cavo fuori, sono come tutti gli altri anche se non guardo Il Grande Fratello e nemmeno molti TG. Guardo, se capita, Heidi.
Ma finalmente navigando in Internet qualcuno un po’ più perspicace ha colto che abbiamo voglia di ridere, che la maggior parte dei link che condividiamo sono (brillantemente?) demenziali. Ed e’ arrivata l’ironia anche nell’advertising italiano che, diciamocelo, non ha mai brillato per coraggio.
Piu’ che passare attraverso l’austera televisione, dunque la simpatia sfrutta il fenomeno virale che invade la rete. Un esempio particolarmente creativo tra diversi: http://lavatricifinitemale.calgon.it/index.html
Mando uno sbadiglio di noia come risposta automatica a chiunque critichi esperimenti del genere. Ne vogliamo di più!
Fateci ridere!
Eddaiiii…

Scatti a caso (dalla televisione distrattamente accesa). In mezzo ci sono due frame di Taxi Driver, viva i canali di cinema.

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Il blog di Nicoletta Napoli.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 ottobre 2012 da in comunicazione, marketing con tag , , , , , , , , .
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