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TENDENZE. Nielsen mi dà ragione, evviva!

È ora di farsi un esame di coscienza e cambiare rotta! Non lo penso più soltanto io, siamo in tantissimi a volere questo nuovo mondo dei consumi. Lo svela un’importante ricerca Nielsen!

Finalmente i consumatori danno il giusto peso all’ETICA e premiano chi si comporta in maniera pulita: ecco i primi segni di una nuova tendenza. Bocciati i brand che pesano su ambiente e persone, fallisce il modello di business che pensa al profitto trascurando il territorio, è out l’imprenditore avido di denaro cieco di fronte ai problemi del mondo.

Qualcuno resta a bocca aperta, io no: lo dico da sempre, dentro e fuori dal blog. Ed oggi leggo il dossier Nielsen: la metà dei consumatori sotto i 40 anni è disposta a pagare di più per prodotti/servizi di aziende socialmente responsabili (dati Nielsen). Ci rendiamo conto?

L’amore ed il rispetto devono ricominciare a muovere le organizzazioni ed è il caso di rendersene conto (IN FRETTA). Un tempo era la volta dei piccoli che lavoravano con cura artigiana, poi tutto è andato in mano a giganti ciechi ed ha funzionato per un po’. Ora i giganti devono farsi un’operazione col laser e ricominciare a guardarsi intorno. In questa schizofrenia dei mercati bisogna correre per le cose giuste, qualcuno lo sta già facendo…

Ecco una fotografia dei consumatori socialmente consapevoli: sono giovani (il 63% non raggiunge i 40 anni), consultano i social network e si preoccupano di questioni ambientali, educative e alimentari. Aggiungerei: si chiedono che ne sarà dei loro figli e, se non li hanno, pensano al domani dei figli del loro vicino di casa.

È chiaro che l’impegno delle aziende nella responsabilità sociale viene apprezzato da un gruppo specifico di consumatori”, afferma Nic Covey, vice presidente del programma globale di responsabilità sociale Nielsen, azienda leader nell’analisi dei consumi.

Continua: “I responsabili marketing devono sapere chi sono questi consumatori per poter massimizzare il ritorno degli investimenti economici e sociali.” Bisogna quindi scegliere i canali più adatti per comunicare: Internet e Facebook sono in pole position.

I consumatori globali socialmente attenti si fidano dei consigli da parte di persone che conoscono (95%), cercano pareri e informazioni pubblicate online (76%) e sono propensi ad utilizzare i social media per prendere decisioni d’acquisto (59% rispetto al 46% sul totale degli intervistati).

Niente di più chiaro… CARTA ETICA PER TUTTI! E non solo parole. Perché questi consumatori non sono stupidi. ATTENZIONE: in Europa, l’Italia si posiziona al primo posto con il 38% di consumatori disposti a pagare di più per sostenere aziende che fanno dell’etica il loro DNA.

Per quanto riguarda le cause che toccano di più le corde dei consumatori sensibili, spiccano la sostenibilità ambientale (66%), la ricerca scientifica (56%) e la lotta alla povertà (53%). Nel nostro Paese, indovinate un po’, la prima causa è la creazione di posti di lavoro ben remunerati (69%). Non a caso i nostri consumatori sensibili sono giovani e, spesso, precari o sottopagati.

Sapere quali sono le cause più importanti per il consumatore socialmente consapevole può aiutare le aziende a dare priorità agli investimenti sociali”, ha dichiarato Covey. “Il passo successivo è quello di capire esattamente quali cause sono rilevanti per i singoli clienti di un brand.”

(Indagine Global Corporate Citizenship di Nielsen).

Il blog di Nicoletta Napoli

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Questa voce è stata pubblicata il 28 ottobre 2012 da in business, comunicazione, etica, marketing con tag , , , , .
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