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DIARIO. Derby Trenitalia-Business.we.love 1-0.

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Nonostante la stazione sia nuova e scintillante, con corridoi bianchi splendenti, ampie scalinate e totem interattivi, transitare a Porta Susa e’ un po’ come ritrovarsi in una vecchia railway station di un Western americano.
Sola, sperduta, non un’anima a cui chiedere informazioni. E poi la pioggia, incessante da giorni. La mia inseparabile handbag, il notebook e due borse piene di cartonati. Che nemmeno una puntata di Art Attak…
Il mio treno non e’ in ritardo. Non e’ stato soppresso. Non ha cambiato orario. Semplicemente non esiste.
Non vale niente la parola del totem che continua a segnalare il treno in partenza e nemmeno il mio biglietto che recita Torino P.S.-Genova Brignole: il treno e’ assente e non c’e’ nessuno che possa darmi spiegazioni.
L’unico essere umano che riesco a trovare di sabato mattina in quella desolazione e’ un ragazzo della GTT, con l’aria annoiata, dei bellissimi occhi neri e nessuna risposta. Inizialmente tenta un flirt, ma di fronte alla mia isteria demorde. Per carità, una donna con un problema: alla larga!
Comunque, pare che sia sbagliata la stazione di partenza. Non posso fare altro che raccogliere il mio bagaglio e tornarmene al calduccio di casa annullando la riunione… Sperando in un altro derby, quello di stasera.

Il blog di Nicoletta Napoli.

4 commenti su “DIARIO. Derby Trenitalia-Business.we.love 1-0.

  1. paolobertini
    1 dicembre 2012

    Il treno che non c’e’. Come entrare, attraverso le sliding doors, in un’altra dimensione temporale. Forse in cielo c’erano due lune (avete letto 1Q84?). O forse i soliti disservizi nei tempi sbandierati dell’alta velocita’. Ma se non fosse tutto un caso? Se qualcuno avesse crrcato di dirti qualcosa? E’ cosi difficile ascoltare.

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    • business.we.love
      3 dicembre 2012

      Metto da parte il mio romanticismo hardcore e ti dico una sola cosa: forse è giunta l’ora di dare una chanse a Italo! Ahahahah.
      Un abbraccio Paolo!

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  2. paolobertini
    3 dicembre 2012

    Ma sai che ci pensavo! Poi ho fatto due conti per un capodanno a Roma, in 4 persone (da Milano):

    Auto: 350 euro (compresi pasti lungo la strada)
    Aereo: circa 400 euro (compagnia nazionale)
    Treno circa 700 euro (per risparmiare solo orari francamente disagevoli)

    Sono perplesso. Come li vogliono riempire ‘sti treni?

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    • business.we.love
      3 dicembre 2012

      In molti casi oggi prendere un treno significa accollarsi il rischio di un viaggio spiacevole, spesso in ritardo e su vagoni diversamente puliti, affollati di gente lamentosa e poco educata. Non è solo colpa dei disservizi, anche noi siamo cambiati: la gente urla al telefonino, senza rispetto per il diritto di ciascuno di vivere il viaggio a modo suo….

      Magari nel silenzio, persio dietro ad un finestrino in cui il mondo sfreccia impassibile. O ad un libro fermo a pagina 98 con la testa al pensiero 3.212…

      Ma storicamente è il mezzo di trasporto per lunghe distanza in assoluto più romantico. Pensiamo alla poesia di Carducci:

      “Un bello e orribile
      mostro si sferra,
      corre gli oceani,
      corre la terra:
      corusco e fùmido
      come i vulcani,
      i monti supera,
      divora i piani;
      sorvola i baratri;
      poi si nasconde
      per antri incogniti,
      per vie profonde;
      ed esce; e indomito
      di lido in lido
      come di turbine
      manda il suo grido.”

      La stessa forza invincibile è espressa nelle parole della splendida canzone di Guccini “La Locomotiva”: http://www.youtube.com/watch?v=KatNEo8iOBM.

      Nell’immaginario collettivo, questo resta ancora oggi il treno, un gigante dal fascino disarmante: scelto dal regista di “The Darjeeling United” come teatro fascinossissimo dell’intera pellicola e da Louis Vuitton come scenario dei suoi ultimi defilée.

      Se ci pensiamo, è talmente carico di senso da meritare un blog tutto suo. Peccato doversi ricredere di fronte ad una storia che è motivo d’orgoglio ed ambizione.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 dicembre 2012 da in comunicazione.
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