business.we.love

Moda News Lifestyle by Colette

FAVOURITE.THINGS. E’ il mio blog, ci scrivo quello che voglio: CIBO SFUSO CIBO SFUSO CIBO SFUSO.

Ciao, oggi sono libera. Sì perchè mi sono liberata delle ultime zavorre e, in attesa di andarmene a cercare di nuove (perché – ahimé – succederà), voglio lanciare una rubrica mai vista tra queste pagine: FAVOURITE.THINGS. L’idea è nata ieri chattando con un regista che forse sa meglio di me come ottimizzare i suoi processi mentali creativi, dato che peraltro lui ha successo e io nen tant.

Non intendeva proprio suggerirmi di fare una rubrica sul blog, ma essere liberi significa anche “customizzare” i buoni consigli. Perciò, queste nuove pagine nascono con l’idea di buttare giù dei pensieri liberi sulle cose che amo e, dopo un periodo di brainstorming, intraprendere un cammino progettuale che sintetizzi ogni mia passione (e qui a dire il vero devo dire grazie a un’altra persona che mi sta spronando ad investire energie nella scoperta della mia passione più grande per finire col non abbandonarla mai più, devo ancora capire quale sia ma mi sembrava una bella frase e quindi l’ho scritta).

I prossimi post saranno quindi dei mini-approfondimenti su tutte le cose che mi piacciono (che poi siamo sempre in tema “business.we.love”) e che spero possano interessare anche voi, che spero commenterete a volontà perché ultimamente siete un po’ spentini. Chissà perchè sui blog i commenti non sono mai troppi e spesso le persone lamentano che i blogger non danno risposta: business.we.love non è un blog egoriferito, perciò largo alle vostre opinioni, riflessioni, sfoghi!

Come prima “puntata” di FAVOURITE.THINGS a dire il vero volevo cominciare con temi come la natura e l’amore. O, che ne so, l’arte. Sì perchè voglio trattare di cose che amo, non necessariamente di cui sono esperta. Ad esempio, come tutti voi, sono molto brava in cose che non amo particolarmente, ma amo follemente un sacco di cose che non so fare, di cui so ben poco. Anzi, vi dirò, le cose che amo di più sono quelle nelle quali sono più ignorante, perché ci tengo così tanto che l’ansia di prestazione me le ha fatte talvolta evitare: l’amore, la natura, l’arte.

Tutto ciò per dire che volevo inziare da questi grandi temi appassionanti, passionali e strazianti. Ma inizierò con il cibo sfuso. Non ridete, proprio mentre meditavo sul primo topic della rubrica, sfogliando un quotidiano sono incappata in una pubblicità a pagina intera, che grida: “PASTA SFUSA 5 CENTESIMI ALL’ETTO”. Dal “Negozio leggero” (boom di origine torinese: http://www.negozioleggero.it/) a Auchan, è boom di cibo alla spina. E questa cosa mi piace, perciò è la prima delle mie FAVOURITE.THINGS.

Alimentari-sfusi

Meno imballaggi, meno sprechi, meno rifiuti. Eco-sostenibilità e risparmio, evviva! Anche i giganti del retail si stanno adeguando, l’unico neo è che tutto ciò non nasce da una vera sensibilità nei confronti dell’ecologia, ma dalla crescente domanda di prodotti meno costosi da parte delle famiglie che vedono ridursi i loro redditi. Diminuisce il potere d’acquisto, aumenta la domanda di prodotti lowcost (ma di qualità) e dunque per forza di cose si elimina l’inutile: imballi in primis.

Rircodiamoci pero’ che le grandi mutazioni sociali avvengono a seguito di profonde crisi di coscienza, il portafoglio che langue non basta. Diamoci uno sguardo dentro e accettiamo il fatto che il vantaggio non è solo pagare la pasta 5 centesimi all’etto, anzi il vero grande guadagno è rincorrere l’idea di un un mondo con qualche tonnellata di immondizia in meno.

On air – The Golden Filter “Favourite things”.

http://www.youtube.com/watch?v=f0oJmMNBxxA

Il blog di Nicoletta Napoli.

8 commenti su “FAVOURITE.THINGS. E’ il mio blog, ci scrivo quello che voglio: CIBO SFUSO CIBO SFUSO CIBO SFUSO.

  1. paolobertini
    7 aprile 2013

    Eccomi sono qui. Argomento interessante, forse perche’ fra i tanti disastri dell’Italia, compreso quello della Moda che non esiste piu’ (e’ quasi tutto cinese…..gli spiritosi dicono che pero’ lo stile e’ italiano), forse ci rimane il Cibo. Lo ‘sfuso’ dunque. Certo l’imballo e’ un bel risparmio, sia di costo, che di rifiuti, pero’ bisogna porsi anche altre domande. Ad esempio chi produce, con quali ingredienti o materie prime, quale tabella nutrizionale, quale data di scadenza. L’imballo non e’ solo contenitore, ma anche informazioni che vengono con noi e un produttore che ‘si dichiara

    Mi piace

    • business.we.love
      7 aprile 2013

      Paolo! Che piacere ritrovarti!
      E’ vero, l’imballo è solo un punto di partenza… E non dev’essere solo marketing, ma un cambiamento sostanziale che interessa, come sollevi giustamente tu, anche e soprattutto la trasparenza sulla filiera produttiva ed altri “dettagli”… che tali non sono!
      Sullo stile italiano tocchi un tasto a me caro, è importante parlarne, è innegabile che nonostante tutto lo stile non ci manca: dai, l’aria buona che si respira tutt’oggi in fashion week ci fa assistere ad un’Italia ancora capace di lasciare a bocca aperta🙂
      p.s. e non ti dico le sartorie locali che ho scoperto riaprire silenziosamente…una di queste a Torino, se riesco ne scrivo presto!

      Mi piace

  2. comeunjeko
    7 aprile 2013

    Intanto ciao, piacere di conoscerti. Il cibo sfuso è una grande cosa e ultimamente con un po’ di attenzione se ne può trovare in giro più facilmente. io ad esempio compro la frutta secca sfusa visto che ne faccio un largo consumo e boicotto tutti i tipi di frutta e verdura imballati per il nostro “piacere”. Voglio dire: l’insalata me la posso pulire io, mica sarà quel minuto di tempo in più che mi cambia la vita. stessa cosa per insaccati e simili in vaschetta. Sarà che sono stata in posti sommersi dalla plastica ma sinceramente non voglio ritrovarmi a nuotare in mezzo a buste e sacchetti. C’è bisogno di più amore e meno pigrizia!! Brava!

    Mi piace

    • business.we.love
      7 aprile 2013

      No, ma il piacere è tutto mio! E brava tu che mi scrivi…
      Raccontami di più: posti sommersi dalla plastica??

      Mi piace

      • comeunjeko
        8 aprile 2013

        Non sai che peccato, spiagge meravigliose diventate discariche perché non raggiungibili da addetti ai lavori. Spiagge nostre intendo, proprio qui nel mediterraneo! Se poi ti sposti in Asia è il delirio. La plastica non viene smaltita e ci sono imballaggi ovunque, colline di rifiuti destinati ad avvelenare il mondo

        Mi piace

  3. comeunjeko
    8 aprile 2013

    se hai tempo dai un occhiata alla foto che ho scattato per questo articolo è molto più esplicativa. http://jekoland.wordpress.com/2013/03/16/noi-14-kg-sulla-schiena-e-lindia-attorno-episodio-5/

    Mi piace

  4. paolobertini
    8 aprile 2013

    Quando sono nato io, la popolazione del mondo era di 2,7 miliardi di persone. Oggi e’ di quasi 7 miliardi.
    Quando sono nato io, la speranza di vita in Italia era di 68 anni. Oggi e’ di 82.
    Tutto in meno di una generazione.
    Il problema del cibo (produzione, conservazione, trasporto, sicurezza) e il problema dei rifiuti e dello spreco di risorse sono e saranno temi cruciali. Al di la’ di alcune mode e strategie di marketing.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 aprile 2013 da in business, etica, marketing, shopping con tag , , , , , .
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: