business.we.love

Moda News Lifestyle by Colette

DIARIO. I sette piaceri di stagione.

Oh mon dieu! Quando le mani iniziano a screpolarsi, l’arrivo dell’inverno è un fatto irreversibile! Per un amante degli psicodrammi, la pelle arida viene vissuta alla stregua dell’artrosi che affligge “I mangiatori di patate” dipinti da Vincent Van Gogh.

Oggi c’è un tiepido sole, si aprono qua e là scorci di cielo nel blocco plumbeo che sta sopra le nostre teste. Siamo tutti un po’ storditi, ovattati dal cambio di stagione. Di notte sogniamo ancora il mare blu, di giorno cerchiamo distrazioni per alleggerire il pensiero proiettivo dei prossimi sei mesi di freddo.

Nella nuvolaglia di distrazioni possibili, vi propongo la soluzione delle LISTE: liste di cose da fare e vedere, liste di persone da incontrare, liste di domande e dubbi da risolvere. I più ambiziosi li chiamano “buoni propositi”. Un esempio di buon proposito è il trimestrale in palestra. Io preferisco non pormi obiettivi irraggiungibili!

Adoro invece arrivare a novembre per fare la lista delle cose belle dell’inverno, quelle cose peculiari che si possono fare SOLO in inverno, così da allontanare per un po’ la nostalgia dell’estate. Come ho detto prima, qualcuno avrà piacere d’inserire nell’elenco i nomi delle “persone da incontrare”.

Su questa cosa delle persone da incontrare non posso aiutarvi molto, perché è un fatto personale. Dovete cavarvela da soli, mica posso dirvi tutto. Per esempio, la mia amica Alessia aspetta dicembre per incontrare il suo ex che torna dal Canada per le feste. Io perché vorrei farmi una birra con Babbo Natale. Cioè, capito, è soggettivo.

Mentre iniziate a pensare alla vostra lista personale, se vi va traete ispirazione dalla mia. I miei sono sette piaceri tutti invernali, sette come le note, i peccati capitali, i colori dell’arcobaleno. Sette come i nani e soprattutto come le stelle sul corpo di Ken Shiro.

UNO. Cioccolata calda. Una buona cioccolata bollente, di quella densa e burrosa, sorseggiata in un bistrot oppure a casa, rigorosamente di domenica pomeriggio e rigorosamente attaccati al camino (o al termosifone se siete meno shabby chic!). Attenzione: ben lungi dal ridursi ad un unico appuntamento goloso, quella della cioccolata può diventare una missione stagionale vera e propria, che richiede un certo impegno ed una buona dose di spirito investigativo! Grazie alla rarità di locali che la fanno veramente buona, è possibile infatti passare anche tutta la stagione a caccia della cioccolata perfetta. Quando l’avrete trovata, dopo mesi e forse anni di ossessiva esplorazione, i vostri amici con tutte le ragioni del mondo vi avranno soprannominato Willy Wonka.

DUE. Hammam marocchino. Il bagno turco, come pure la sauna, porta benefici immediati a mente e corpo, tanto da riuscire in poche ore a generare l’effetto salvifico di una vacanza. Il calore sulla pelle penetra in tutto il corpo sciogliendo le tensioni, il vapore affonda nell’epidermide lasciandosi assorbire con dichiarate intenzioni purificanti, l’atmosfera intrisa da aromi che evocano l’Oriente vi conquisterà per sempre mentre il sapone nero si squaglierà tutto lascivo sulle vostre pelli nude. Se andrete in una spa di lusso e sarete in grado di rilassarvi davvero a fondo, forse avrete perfino la fortuna di sperimentare il misterioso “fenomeno soprannaturale dell’infuso”: una tisana al costo di sette euro.

TRE. Sci ed altri sport invernali. Le domeniche sulla neve sono la svolta! Vivrete l’inverno come qualcosa di veramente esclusivo, soprattutto se avete la fortuna di avere le montagne a portata di mano. Chi è pratico di sport invernali lo sa bene, gli altri possono sempre regalarsi delle lezioni private per iniziare ad apprezzare questa magnifica opportunità stagionale. Corredata, tra l’altro, da piacevoli soste dentro agli chalet di montagna: liquorino e caminetto per scaldare corpo e spirito. Ecco, da un lato ci sono: sveglia alle sei del mattino, meno dieci gradi, piste impegnative e gente multicolor e full optional che ci crede tantissimo. Dall’altro ci sono io, che passo la giornata a bere liquorini davanti al camino. Magari col maestro di sci.

QUATTRO. Polenta artigianale. Con formaggio o contorno di salsiccia, irresistibilmente cremosa e bollente: basta pensarla così che l’appetito si posiziona sul tasto ON. I “momenti polenta” sono imperdibili e generalmente corrispondono a ritrovi tra amici intorno a larghi tavoli di legno grezzo coperti da tovaglie a quadretti rossi e bianchi. Succede sempre che mentre qualcuno si turna al paiolo, gli altri ridono felici. Ah ah ah. Ad una di queste feste invernali ricordo che una volta un ragazzo tanto bello, nel mezzo di un momento polenta molto euforico, si appese per giuoco ad una trave di legno che tagliava in diagonale la stanza e cadde disteso sul pavimento facendosi malissimo.

CINQUE. Serie TV. Sex and the City, Lost, My name is Earl, Dexter, CSI… So che esiste questa cosa della dipendenza da serie televisive e vorrei tanto che colpisse anche me. Sono sistematicamente sottoposta all’eremitaggio in un posto dove non esistono svaghi eccetto il videopoker, ma porca miseria questa cosa delle serie TV proprio non mi si attacca! Continuo ad espormi a tentazioni sperando di incappare nel telefilm che sia in grado di rapirmi per tutto l’inverno, ma niente. È inutile, forse è così che si sentono quelli che non riescono ad innamorarsi.

SEI. Viaggi lowcost. La caccia al volo gratis è una tendenza alla quale invece non so proprio resistere: compro voli a caso per destinazioni improvvisate. Vado sui siti delle compagnie lowcost e cerco le combinazioni andata e ritorno più convenienti. E quando mi vedo l’affare là davanti al naso non posso non procedere all’acquisto! Ho comprato voli a una manciata di euro, ma anche cerette da estetiste di Macerata. Sto cercando di tenermi lontana dai siti di offerte online perché questa schiavitù potrebbe portarmi in città improbabili e in aeroporti fantasma, scomodi come quelli di Charleroi e Cuneo. Io, il mio trolley e intorno solo balle di fieno: la versione 2.0 della scena in stazione nel far west.

SETTE. I post-it. L’ultimo piacere è in verità trasversale a tutti gli altri: si tratta di ricoprire la porta di casa (il frigo o l’armadio) di post-it vuoti sopra ai quali andare ad appuntare mano a mano una nuova cosa da fare, un film da vedere, un numero di telefono, un’emozione o la lista della spesa. In questo modo si andrà a comporre giorno dopo giorno il proprio puzzle stagionale. Il mio primo post-it recita un aforisma: “Tagliare i fiori secchi può portare ad una seconda fioritura.”. Che non è né un proverbio cinese né una frase dei Baci Perugina. È quello che mi ha detto il fioraio mentre compravo bulbi di tulipani.

Katsushika Hokusai

Katsushika Hokusai

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: