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DIARIO. Casting.

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A pochissimi giorni dall’inizio della settimana della moda, che vedrà sfilare sulle passerelle della celebre Milano Fashion Week uomini di ogni razza e bellezza con indosso abiti dei tessuti e tagli più pregiati, anche io avrò la mia dose di bellezza.

Qualcuno dice che “la bellezza salverà il mondo”. Superficiale? Non so. Di quanta leggerezza abbiamo bisogno, solo il cielo lo sa. E poi, di quanta profondità può esser fatta la bellezza? Di tanta, tanta… La bellezza è fuori, è dentro, è anima, è cuore, è forma ed è anche spirito. Se vuoi.

Domani ho un casting, il che vuol dire che sarò in prima fila a decidere: “tu sì, tu no”. Un piccolo mondo in cui il giudice sono io, un episodio singolo in cui finalmente sono anche un po’ carnefice (non sempre e solo allocca principessa della Disney).

Ai casting volendo si può esercitare una piccola vendetta personale rivalendosi su ragazzi ultraterreni dei dispetti di certi comuni mortali (non c’è bisogno che io vi elenchi quali passi del Galateo molti uomini moderni abbiano scordato di praticare, vero?). Quindi caro modello, se hai la sfortuna di essere la bella copia di quel tale che una sera di sette mesi fa non ha trattato col dovuto stile la tua giudice di oggi, stai pur certo che verrai rimbalzato.

Il casting è un impegno lavorativo che sorprendentemente non mi annoia mai. E’ il caso che vi spieghi il perché? Ti siedi là, in tailleur e rossetto rosso (ma, se ne hai voglia, pure in tuta e t-shirt slabbrata: vi assicuro che nessuno oserà dirvi nulla) e li guardi sfilare davanti ai tuoi occhi: splendidi, sfoggiano le loro espressioni migliori, contraggono i muscoli per sfiorare la perfezione. Un profondo respiro, it’s paradise.

Ti metti comoda e inizi, nemmeno avessi un telecomando e fossi in pieno zapping: “lui sì, lui no… lui, non so… vediamo i prossimi e questo lo teniamo un attimo da parte”. E’ lavoro, perciò nemmeno ti rivolgi a loro: non dici “tu no”, ma “lui no”. Esattamente come se l’oggetto fosse un dossier, o un paio di scarpe. Sì, è anche un po’ come lo shopping (ha lo stesso potere terapeutico). Qua e là, giuro, scappano perfino dei “no, questo è brutto!” o “ma che denti c’ha?” riferendoti a un bonazzo da capogiro, che se t’avesse invitata a cena altro che “ma che denti c’ha”!

Essì, meno male che esiste la bellezza! Sì, la bellezza ok? Quella superficiale, vuota, priva di contenuto… proprio quella! Pensavate che fossi più profonda? Non il giorno del casting. E se c’è, il contenuto dico, quando sto là non voglio nemmeno saperlo, chiaro? Non osate dirmi che quel marcantonio parla dodici lingue, ha sette lauree, un milione di cose da insegnarmi e fa il modello solo per mantenere la mamma povera che sta a Rio! Zitti!

Quel giorno il tuo lavoro, tesoro mio, è maneggiare la bellezza. Di contenuto, complicazioni, realtà proprio non ti deve importare niente. E’ la scatola quello che conta. Esatto, il paradosso è dietro l’angolo: ad un casting nessuna ragazza single con un po’ di cervello sogna di trovare un fidanzato. Perché??

Perché è lì che finalmente l’estetica si riduce a quello che merita: un mero packaging di prodotto. Quel giorno del contenuto non te ne deve fregare un cacchio (anche perché se ti fai condizionare dalla simpatia, rischi di sbagliare pure a scegliere). Tu amica stai scegliendo un vestito sul catalogo di Yoox e tu, amico, stai sbavando davanti alla vetrina di un concessionario Porsche.

La bellezza defraudata di tutto il resto (sì, diciamolo pure: superficiale, vuota, effimera, sfacciata… prendiamocela con la bellezza, diciamogliene quattro!) fa arrossire, inebetire, avvampare. Ma è così semplicemente piacevole in sé e per sé, così superficialmente rilassante svuotata di ogni pretesa! Per quei quattro giorni all’anno, mettetevelo bene in testa, perdere il cervello ai casting fa un gran bene.

Vi giuro, il più possessivo dei fidanzati (o fidanzate) non ha motivo di essere geloso: la bellezza ha sorprendenti proprietà consolatorie anche in casi di depressione clinica, ha la capacità di sparare in pancia una cannonata di farfalle al più innamorato del pianeta, ha il dono di fare arrossire l’essere più glaciale che conoscete. Ma è sempre e comunque seconda all’amore (pure di un bello stacco).

5 commenti su “DIARIO. Casting.

  1. giona
    8 gennaio 2014

    complimenti, bella riflessione!

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    • business.we.love
      9 gennaio 2014

      Grazie…casting chiuso: 7 ottime scelte che vedrete presto in campagna adv…sette come le meraviglie del mondo, i peccati capitali, le note.

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  2. paolobertini
    9 gennaio 2014

    Dicevo: Brava! Qui c’è da imparare qualcosa. E poi come dice la canzone ‘ a cchiu’ bella e tutte e belle nun n’e’ mai cchiu’ belle e te’.

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    • business.we.love
      9 gennaio 2014

      Grazie :)))
      Si, oggi il casting mi ha confermato per l’ennesima volta che l’amore vince su tutto.

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  3. Pingback: DIARIO. Un anno fa. | business.we.love

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