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DIARIO. 35 milioni di sogni…

Non ho vinto al Superenalotto, volevo dirvelo. Avevo sognato dei numeri ma la mia prima giocata non ha sortito l’effetto sperato di aggiudicarmi quei simpatici 35 milioni, dunque credo che sia la mia ultima giocata. Io sono così, se non va bene la prima volta demordo, se non altro è un vantaggio per non intestardirsi con le scommesse.

Ora, credo che continuerò a dare ai miei sogni il senso che mi risuona più adeguato: sono compensazioni. A più strati, accatastate sopra e sotto macerie di paure, piani di desideri. I miei sogni sono così, mi spiegano delle cose. Per esempio, la collocazione che hanno le persone e gli strumenti che mi stanno dando nella vita reale.

Qualcuno rappresenta l’avventura, un’amica può portarmi un messaggio. Questi strumenti e messaggi sono sottesi alla realtà quotidiana, per pigrizia e distrazione me li perdo e li ritrovo di notte mentre sono ferma, immobile, lascio arrivare.

Dai Lakota mi è arrivato un acchiappa sogni che, come una tela di ragno stesa dentro a un cerchio, trattiene una pietra, poi si protende verso di me con le sue piume. Dovrebbe intrappolare gli incubi e lasciarmi le cose buone: vediamo che accadrà.

Intanto mi districo nella tela di ragno delle giornate che s’inseguono con taboga emotivi e insidie al calcagno, prendo salvia virtuale per controllare la nausea e tiro dei gran calci metaforici a chi cerca di aggrapparsi alle caviglie.

Toh. Non ho più paura, perché la paura è parte di me. Io SONO paura. Come sono vita, respiro, amore, rabbia, fame… Non ho bisogno di sfuggirla come non sfuggo alle particelle di bronzo che ho negli occhi. La riconosco con tenerezza ovunque intorno a me, come si riconosce uno di famiglia, leggendola negli occhi di chiunque: anche in quelli del più grande tiranno.

Si, negli occhi e sotto la pelle di tutti c’è la paura, il desiderio, il respiro che talvolta è affanno e talvolta è dolce, pigro, grasso. Così auguro sogni a tutti quanti, sogni di mare, sogni di cieli infiniti e città da esplorare a bordo di un monopattino volante.

Auguro sogni da ricordare al mattino soprattutto a chi non capisce chi sono io, non a chi non interesso ma a chi proprio non mi capisce pur provandoci tanto: vi auguro di sognare VOI stessi e guardarvi molto più a fondo della superficialità con cui vi guardate allo specchio. A me questa pratica serve molto quando non capisco qualcuno, e’ miracolosa, provate.

Per quanto mi riguarda, al Superenalotto ho già vinto dieci volte quando ho capito che non ho bisogno di aggiungere, ma di togliere. Che non mi serve un vestito, al contrario mi agevola spogliarmi. Le necessità vere sono poche, fisiologiche, e non includono nessun altro. Quante volte abbiamo mangiato soli, dormito soli, amato soli. O no?

Il solo bisogno che non può essere soddisfatto senza condivisione è quello di appartenere a qualcosa e qualcuno. Una tribù. Per qualcuno è la famiglia, un branco, altri la trovano in un’azienda o un partito politico, un ideale… un… Le parole si inseguono e io mi addormento e inizio a sognare…

Sono vestita di un’armatura di luce. E una voce mi guida, e’ la mia. Dice: “appartengo a tutti i sistemi in cui prendo parte e tutti loro mi appartengono, anche quando non vorrei, anche quando scapperei… Concedo di contaminarmi, domarmi, mai di dominarmi come uno schiavo…

Conservo la mia natura. Posso aprire la porta in qualsiasi momento, in qualsiasi momento andare via, perché c’è solo una forza alla quale non posso sfuggire in questa vita: la chiamata.

La mia chiamata e’ guardare a fondo in ogni sistema che ho scelto, la curiosità ingegneristica di venire a capo del meccanismo che lo muove, la meticolosità chirurgica di sezionarlo fino a svelarne L’Unità primordiale

Io voglio assistere al manifestarsi della paura e del sogno che animano ogni mondo… Voglio spogliarli fino a raggiungere la verità, la verità soltanto: la Verità di fronte alla quale il guerriero più coraggioso getta le armi, al demone tremano le gambe e il tiranno piange rivivendo i suoi traumi infantili…

Il profeta dice: arriva sempre l’alba del giorno in cui, dopo una notte d’inferno, il carceriere desidera ardentemente liberare il prigioniero innocente… Arriva sempre.

Voglio vincere come ho sempre fatto: purché mi si chieda di farlo, a condizione che il primo e l’ultimo mi accompagnino sul carro del vincitore. Quando il nemico Vedrà, egli stesso rinuncerà alla lotta e si farà da parte per agevolare il mio cammino di libertà: questa è la storia. La libertà è il motore, chi è libero non ha bisogno di liberarsi…”

Buonanotte.

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2 commenti su “DIARIO. 35 milioni di sogni…

  1. paolobertini
    31 ottobre 2014

    C’è la fortuna che qualcuno abbia ancora voglia di regalare una storia, in questo mondo dei miliardi e miliardi di parole, dove troppo spesso non c’è veramente la voglia di dire qualcosa. Lo so, è difficile.
    Buongiorno, grazie.

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    • business.we.love
      31 ottobre 2014

      Ciao Paolo, mancava il tuo feedback. Ma, come avrai notato, mancava anche una mia pagina di Diario da un po’… Grazie, grazie di cuore a te. Avanti tutta.

      Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 30 ottobre 2014 da in comunicazione con tag , , , , .
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