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Moda News Lifestyle by Colette

DIARIO. You are weBcome! A Torino come a Berlino, conosci il tuo vicino.

 

 

Eccomi qui, l’anno è iniziato con una sferzata di energia nuova. Se non fossi entusiasta sarei persino preoccupata. Forse è opera del mio nuovo integratore erboristico: siamo sicuri che i fiori definiti tonici-ricostituenti non abbiano effetti collaterali? Iperico, griffonia, melissa, echinacea… Nel 1999 i Subsonica uscivano con Depre, il pezzo elencava una lista inquietante di farmaci per l’umore: oggi, gridando dal cuore della mia imbottitura al gusto di filosofia new age, se avessi una band risponderei con una filastrocca su melodia flautata che mette in rima cristalli, piante, incensi, creme ai fiori australiani e rimedi omeopatici. Chiarendo una volta per tutte che Bach è il compositore del Rescue Remedy in gocce, ancor prima di esser compositore di musica del XVIII secolo.

Tutto è cominciato un mese fa, quando mi è finito tra le mani un bando di concorso per un master a Malta. Ho declinato l’opportunità perché avrei dovuto assentarmi dal lavoro a lungo. Tuttavia, quel bando non avrebbe potuto avere più effetti collaterali e benefici di quanti ne sta avendo… Altro che Bach flowers! In primis, mi ha dato la possibilità di realizzare che esistono strade alternative anche quando tutto sembra noiosamente prevedibile. Da sette anni mi divido tra la settimana in Monferrato e il weekend nel torinese, con brevi soste a Milano.

Le mie serate in settimana sono entusiasmanti come quelle di una particella di sodio in acqua Lete, la diretta conseguenza è che nei weekend tento di recuperare arrabattando famiglia-amici-fidanzati-cani-gatti-nipoti col risultato di fare un accrocco. Una volta su due finisce male: sorelle incazzate, genitori che ti vedono solo per mangiare, fidanzati che scompaiono nel tragitto lavoro-casa/casa-lavoro.

La mia principale occupazione sembra essere guardarmi dall’averne uno. Con quello che si sente in giro sembra che ti tocchi scegliere tra un fidanzato spostato (o sposato) e serate solitarie davanti ad Amore Criminale e Chi l’ha visto? ringraziando il cielo di essere single! Federica Sciarelli e Barbara De Rossi rischiano di causare loro stesse disturbi post-traumatici da stress alle telespettatrici. Magari fanno parte di una setta che ci vuole tutte single e senza figli. O forse dobbiamo rassegnarci: sono statisticamente più innocui i frequentatori notturni degli Autogrill, quelli che ti avvicinano chiedendoti se preferisci la Rustichella o il Bufalino ignorando il tuo sguardo sgomento.

Dopo sette anni di eremitaggio in un paesino del Monferrato che conta meno di mille abitanti (ma io comunque non ho capito dove sono questi mille, perché incontro sempre i soliti sedici, giuro, li ho contati), c’è da dar ragione ai miei amici che provano a strapparmi da qui in tutti i modi. Hanno provato con le maniere dolci ed ora iniziano a farmi paura. Sono passati alle minacce: se non cambi qualcosa avrai conseguenze indelebili sulla tua vita sociale (spariranno tutti?). Seppure non intraveda questi pericoli letali devo ammettere che tengo conto del loro punto di vista: per formazione universitaria ho molto rispetto dell’opinione pubblica.

Del resto, pure Brad Pitt si è fermato a “Sette anni in Tibet”… quindi perché non io, tanto più che non sono Angelina Jolie? Dunque mi sono finalmente decisa: abbracciare gli alberi è bellissimo e senza dubbio in mancanza d’altro restituisce una piacevole sensazione di amore. Tuttavia, lascerò tra struggenti piagnistei l’antico castagno sotto il quale vivo e proverò a dare una chance all’umanità. Tornerò in città per un breve periodo, il tempo di stabilire i prossimi piani di vita, le priorità, recuperare la “strada col cuore”.

Vivere all’estero è uno stato mentale: cercare dei coinquilini surfando tra Easystanza e Stanzazoo, frequentare i raduni di Couchsurfing e curiosare tra gli hosts di Airbnb per scoprire che a pochi metri da casa, in un quartiere che sembra otturato di barotti anaffettivi, si nasconde una coppia di cinquantenni openminded che ha mandato i figli a studiare a Londra e mette a disposizione la loro stanza dei viaggiatori che transitano dalle nostre parti. Gli stessi, probabilmente, conservando uno spirito d’avventura, ospitalità ed una curiosità insaziabile, saranno anche degli ottimi vicini.

E così in ventiquattrore scopri che, anche se non andrai a fare quel master a Malta, usando il web con creatività puoi farti nuovi amici con un annuncio: puoi usare Airbnb per scoprire chi dei tuoi vicini ha uno spirito ospitale, Couchsurfing per accompagnare un gruppo di stranieri in giro per Torino ed allenare il tuo inglese lasciando libero il sacro divano di casa, BlaBlaCar anche se non hai in programma un viaggio di mille chilometri e vuoi semplicemente risparmiare sul tragitto casa-lavoro. Come dire… You are weBcome!

Ecco, gli unici servizi che detesto sono i siti d’incontri, quelli che ti fai il profilo con la foto in cui sembri una triglia abbandonata, ti dai un nome da triglia abbandonata con una vena burlesque e nel giro di tre nanosecondi un nugolo di maschi accaniti iniziano a mandarti i Like con tanto di mappa in cui ti viene segnalata la distanza chilometrica tra te e loro (tipo, “Germano80 – foto da tricheco infoiato – dista 1,3 km da te… non serve il BlaBlaCar, per renderlo felice ti basta essere una triglia abbandonata col tacco 12″).

A questo punto, dovendo proprio, farei le cose seriamente: una partnership Airbnb-Meetic con capo-progetto Eliana Monti. Dove mettere in affitto la casa occupata (non in senso anarchico-insurrezionista) da se stessi chiarendo i propri gusti in fatto di condivisione. “Affitto ampia stanza con bagno privato in alloggio arredato zona centrale. Mi rivolgo a: maschio, lavoratore, età 28-39, altezza 1.80-1.89, sportivo, educato, amante degli animali e con una vena d’altri tempi. Astenersi perditempo”. A quel punto il selfie da triglia ha ragione d’essere: quando l’app d’incontri ti segnalerà “hai ricevuto un Like da Tricheco76 che dista zero km da te” sarà subito amore.trasloco

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